Ma Dio castiga si o no?

Alcune persone si rifiutano di credere che Dio possa castigare, perché la parola castigo oggi ha assunto una connotazione decisamente negativa nella mentalità comune. Nella mentalità dominante nella nostra epoca il castigo è considerato come un’azione riprovevole, quasi che implichi necessariamente cattiveria da parte di chi lo attua. E siccome Dio è per definizione amore e misericordia allora si esclude che possa castigare i suoi figli. Ma il verbo castigare, che deriva dal latino, nel suo significato originario significa “correggere”. Il castigo è quindi una correzione di Dio, una “lezione” se vogliamo, per dei figli che con la loro stolta cecità spirituale e la loro orgogliosa disubbidienza scelgono le vie dell’autodistruzione spirituale. Dio in ultima analisi agisce così solo per il nostro bene, in virtù del Suo amore, per evitarci un male e una sofferenza infinitamente peggiori. I castighi che Dio manda non sono perciò espressione di un desiderio di vendetta, quasi che Dio agisca per una sadica smania di rivalsa alla tiepidezza dei Suoi figli nei Suoi confronti, ma una dimostrazione estrema 1) del Suo amore, 2) della Sua misericordia e della Sua giustizia.

Il castigo è una dimostrazione del Suo amore: perché Egli ci castiga per il nostro bene, come farebbe un padre amorevole che riprende i suoi figli disubbidienti. Dio ci vuole salvare tutti e quindi a un’umanità che ha perso l’umiltà e rischia di buttarsi fra le grinfie di Satana Egli cerca di farle comprendere i veri valori, anche con la sofferenza se è necessario. Quei valori che sono il vero patrimonio della nostra Fede e di cui spesso ci sfugge l’importanza, perché sono tante le seduzioni e le suggestioni del mondo di oggi che ci offuscano la mente inducendoci in inganno e impedendoci di discernere ciò che è veramente importante da ciò che non lo è. Il male e le calamità che Dio permette o i castighi che manda di sua mano sono quindi sempre espressione del suo amore. 

Il castigo è una dimostrazione della Sua misericordia e della Sua giustizia: perché quando il Suo popolo è vittima dell’oppressione e della sofferenza Egli viene con misericordia in suo soccorso mettendo in atto la Sua giustizia contro i nemici anche con rigore se necessario. Quando il male sembra prevalere Egli ascolta le invocazioni dei giusti e interviene con la Sua mirabile potenza per ristabilire la giustizia.

Dio quindi può castigare gli uomini permettendo un male, ma anche mandando di propria mano una punizione. Nella Bibbia stessa, i riferimenti ai castighi mandati da Dio non mancano. Pretendere di negare questa realtà significa rifiutare gli insegnamenti stessi della Scrittura. Quando Dio manda le dieci piaghe sull’Egitto lo fa per misericordia verso il popolo di Israele. Dio sul Sinai aveva detto a Mosè: “Ho osservato la miseria del Mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido a causa dei suoi sorveglianti; conosco infatti le sue sofferenze. Sono sceso per liberarlo dalla mano dell’Egitto e per farlo uscire da questo paese verso un paese bello e spazioso, verso un paese dove scorre latte e miele…” (Esodo 3,7-8). 

Egli lascia libertà agli uomini, anche di compiere misfatti. Ma quando le azioni dei Suoi nemici minacciano i Suoi eletti e i giusti, pur permettendo talvolta che durino per un certo tempo – il tempo della prova – alla fine viene immancabilmente in loro soccorso. In questi casi il suo castigo può essere un atto di misericordia verso i giusti per liberarli in maniera completa e definitiva dal giogo del male. Ma anche una dimostrazione della Sua Gloria e un ammonimento per i Suoi avversari affinché si convertano.

Per altro troviamo confermata la validità del concetto di castigo divino anche in innumerevoli rivelazioni private di santi, beati e venerabili. Già a Fatima nel famoso “segreto“, la Madonna ammoniva:

“Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta, sappiate che è il grande segno che Dio vi dà che sta per castigare il mondo per i suoi crimini, per mezzo della guerra, della fame e delle persecuzioni alla Chiesa e al Santo Padre. Per impedirla, verrò a chiedere la consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato e la Comunione riparatrice nei primi sabati. Se accetteranno le Mie richieste, la Russia si convertirà e avranno pace”.

La Madonna qui ci dimostra che Dio quando è necessario può mandare castighi ai suoi figli, ma al tempo stesso prima li ammonisce, indicandogli anche la via per evitarli.

Come sappiamo l’appello della Madonna a Fatima non venne ascoltato e ciò fece sì che la Russia diffondesse i suoi errori (il comunismo) nel mondo. E il mondo durante il XX secolo è stato flagellato da guerre, carestie e persecuzioni, le più terribili della storia, esattamente come la Madonna aveva predetto. Queste piaghe dei nostri giorni non sono state mandate da Dio ma Egli le ha permesse, lasciando che Satana attuasse il suo piano diabolico di odio e distruzione.

La ragione per cui ci siamo soffermati così lungamente sul significato di castigo divino è perché la sua comprensione (e la sua accettazione!) alla luce della Fede è di fondamentale importanza per discernere molti degli avvenimenti del nostro tempo, per analizzare nella giusta prospettiva ciò che è accaduto nel XX secolo e ciò che con molta probabilità ci attende in futuro se l’uomo non saprà trarre profitto dalla lezione della storia e dagli innumerevoli ammonimenti della Madonna di questi anni.

Tratto da www.profezie3m.it

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