«Togli prima la trave dal tuo occhio»

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Vangelo

Matteo 7,1-5

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi. Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? O come dirai al tuo fratello: “Lascia che tolga la pagliuzza dal tuo occhio”, mentre nel tuo occhio c’è la trave? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello».

Meditazione

Come si può non giudicare? Noi giudichiamo continuamente. La capacità di giudizio ci può salvare da situazioni difficili. Ogni volta che incontriamo una persona che non conosciamo, formuliamo una serie di giudizi per avere una base sulla quale fondare il nostro atteggiamento nei confronti di quella persona, caratterizzato da fiducia o meno. È necessario anche il giudizio morale: dobbiamo individuare gli atteggiamenti negativi messi in atto dai membri della comunità al fine di preservare gli altri membri. Gesù parlerà, nel Vangelo di Matteo, della necessità di ammonire il fratello che commette una colpa (18,15-18). Come si può ammonire qualcuno senza emettere un giudizio sulla sua condotta? Il giudizio di cui Gesù parla oggi costituisce il fondamento di quello che tratterà nel capitolo 18. Qui Gesù non sta dicendo che dobbiamo evitare qualsiasi genere di giudizio, ma che possiamo permetterci di giudicare solo quando abbiamo interiorizzato le esigenze profonde del Regno. La Chiesa non è la comunità dei puri, non si prefigge lo scopo di instaurare uno stato di polizia in cui i membri siano sorvegliati per quanto riguarda la loro condotta morale. La Chiesa riceve da Dio il mandato di essere la comunità normativa, rappresentativa, del Regno, ed è formata da peccatori desiderosi di intraprendere costantemente la via della riconciliazione. La comunità non è chiamata a fare qualcosa, per cui è necessario che tutti siano operativi al massimo grado, ma a essere il luogo dell’accoglienza della comunione di Dio.


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