Meditazione per Lunedì 25 Febbraio 2013 – A cura di Regnum Christi

paroledivita

«Siate misericordiosi»

Vangelo
Luca 6,36-38

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».

Lettura
La preghiera del libro di Daniele, con un linguaggio sapienziale-apocalittico, ci offre una possibile lettura della storia, come di fatto si rivela, anche oggi, in cui al credente è dato rivolgersi al Signore, con la viva coscienza di «essere stato ribelle», di «aver peccato contro di Lui»; ma con altrettanta forte certezza che Egli è «misericordia e perdono»: «A te conviene la giustizia, o Signore, a noi la vergogna sul volto».

Meditazione
L’insegnamento di Gesù ai discepoli (secondo il discorso che Luca fa proclamare a Gesù «in pianura») è chiaro, incisivo: «Siate misericordiosi». Ogni altra scelta non solo non è dignitosa e rispettosa della persona umana, ma non costruisce, non consola, non allieta e non incoraggia. La presenza di riferimento per questo modo di relazionarsi e di agire è Dio stesso: «come il Padre vostro è misericordioso». La paternità di Dio è espressa e sintetizzata in questo modo di essere e di amare: è misericordioso. Ne consegue un modo di agire da parte nostra, proposto come colpi di scalpello martellante, con gli effetti di altrettanti comportamenti che ci coinvolgono come eco rimbalzante: «Non giudicate e non sarete giudicati. Non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati». Si parte da scelte abitualmente vissute che non ci fanno bene e non producono nulla di buono nel prossimo. Il giudicare è come usare il tritatutto; sfasciamo le persone e i rapporti. Il giudizio non è discernimento, verifica benevola e promotrice delle persone; è critica demolitrice e destabilizzante. Il più delle volte il giudicare è contiguo con il condannare. Il binomio proponibile è: non giudicare e perdonare; due scelte che ci fanno vivere bene i rapporti e che rendono migliori noi e le persone con cui ci relazioniamo. Il tutto è sotto l’economia del dono. Per questo Gesù ci insegna e ci sollecita fortemente: «Date e ci sarà dato». Il Vangelo si conclude con una bellissima immagine di ricambio: abbondante, perfino opulenta e incredibilmente oltre ogni misura.

Preghiera

Sii con noi misericordioso. Perdonaci. Con noi libera dal peccato e da ogni male tutti i nostri cari e le persone che dobbiamo servire e aiutare. Per questo ti benediciamo e ti ringraziamo.

Agire

Non vogliamo esprimere nessun giudizio cattivo, presuntuoso, condannante; né a livello di pensiero, né tanto più a livello di parole. È la nostra salvifica “igiene mentale”.

 

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