Le perplessità fuori bersaglio dell’alfiere Messori

Christian Albini su Jesus di Febbraio 2015 fa il punto della situazione sulle recenti dichiarazioni dello scrittore cattolico Messori, finendo con una citazione dell’amatissimo Paolo VI. Riporto alcuni punti essenziali.

(…) “C’è un problema di opportunità, perché ci sono ambienti che negano legittimità a Bergoglio in quanto esce da un certo schema di Chiesa e di dottrina. L’articolo di Messori li incoraggia, quando lascia intendere che il Papa è un pastore buono ma non ‘fine teologo’ come chi lo ha preceduto.
No, Francesco non improvvisa gesti a effetto e “pensierini”. Dietro al suo stile c’è una teologia precisa che si esprime nella Evangelii gaudium.
Messori si dichiara portavoce del ‘cattolico medio non abituato a pensare con la propria testa’. Nelle parrocchie si vede un’altra realtà, di persone che capiscono e apprezzano Francesco. Questa uscita non le rispetta e forse rispecchia la Chiesa come la vorrebbero certi circoli. E qui veniamo al problema di contenuto. A Messori non va giù che Francesco, alla maniera di Gesù, annunci il Vangelo cercando l’incontro con la persona, piuttosto che lo scontro su etica e dottrina, andando oltre le etichette di appartenenza e la difesa ad oltranza dei bastioni cattolici. (…).

Jesus Febbraio 2015

Jesus Febbraio 2015

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